Popillia japonica (o Japanese beetle) è un organismo nocivo da quarantena prioritario originario del Giappone ma presente in diversi altri Paesi, tra i quali l’Italia, in cui è stato trovato per la prima volta nel 2014 nel Parco Naturale della Valle del Ticino e, dal 2021, è presente anche nella provincia di Piacenza.
Gli adulti, verdi brillanti con elitre color bronzo, sono riconoscibili grazie a 12 ciuffi di peli bianchi che circondano la parte terminale dell’addome e delle elitre, mentre le larve sono color crema e dalla forma a “C” e possono raggiungere a maturità 32 mm di lunghezza.
Per maggiori informazioni riguardo al ciclo biologico di questo coleottero visita la pagina: Avversità sul territorio – Popillia japonica.
Con il Decreto Ministeriale n. 0154311 del 3 aprile 2024, concernente l’adozione del Piano di emergenza nazionale per Popillia japonica, che abroga il precedente Decreto Ministeriale 22 gennaio 2018, vengono definite le misure d’emergenza per impedire la diffusione di dell’organismo nocivo nel territorio della Repubblica italiana, e viene disposta la realizzazione di indagini annuali per rilevarne l’eventuale presenza sul territorio nazionale.

L’area delimitata regionale è stata aggiornata con Determinazione n. 3785 del 24/02/2025 del Settore Fitosanitario e difesa delle produzioni della Regione Emilia-Romagna, che ha adottato le nuove disposizioni attuative di intervento per gli anni 2025 e successivi per la gestione di Popillia Japonica Newman.
Parte del territorio di Piacenza ricade all’interno dell’area delimitata, alcuni comuni si trovano nella zona infestata ed altri nella zona cuscinetto, come rappresentato nella figura 4 della sopracitata determinazione.

Sorveglianza fitosanitaria
Le indagini svolte nel 2025 hanno previsto il posizionamento nella zona infestata, vicino al confine con la regione Lombardia, di 11 trappole Funnel Trap innescate con attrattivi sessuali e floreali, utili per la cattura di adulti di entrambi i sessi. In certe postazioni sono stati utilizzati contenitori di dimensioni maggiori perché in alcuni momenti della stagione il numero di insetti attirati era nettamente maggiore rispetto alla capacità di cattura della trappola standard. I siti sono rimasti circa gli stessi nel corso degli anni per consentire il confronto dei dati di cattura e sono stati scelti tra quelli ritenuti a maggiore rischio di introduzione e diffusione come ad esempio parcheggi, vigneti e giardini.
Il monitoraggio con trappole innescate a feromoni è di gestione esclusiva dei Servizi Fitosanitari, in quanto si tratta di un organismo nocivo da quarantena rilevante per la UE, normato ai sensi del Regolamento di esecuzione (UE) 2019/1702. Perciò, per evitarne la diffusione sul territorio e non incorrere in un aumento dei danni provocati da P. japonica nelle aree limitrofe alle trappole, si sconsiglia l’utilizzo di trappole in aree private.

L’attività svolta dai tecnici del Consorzio Fitosanitario per la verifica della presenza di Popillia japonica è stata svolta da giugno a ottobre, periodo più appropriato per il monitoraggio degli adulti, con controlli effettuati ogni 15 giorni.

Nel corso degli ultimi anni le catture di adulti sono aumentate esponenzialmente con un picco di presenza nel mese di luglio, per un totale di 33765 adulti nel 2025:



I comuni in cui sono state posizionate le trappole sono Alta Val Tidone (2 trappole), Ziano Piacentino (4 trappole) e Castel San Giovanni (5 trappole), con il maggior numero di catture rilevate in quest’ultimo.


Sono stati effettuati anche campionamenti per la ricerca di larve in area infestata, in prossimità dei siti dove sono state rilevate le catture di adulti più elevate, di questi, un campione è risultato positivo sia nel 2024 che nel 2025.


Nella stagione 2025 il Consorzio Fitosanitario provinciale di Piacenza ha inoltre collaborato con il CREA e con il settore Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna per un progetto che prevedeva l’utilizzo di dispositivi attrattivi innescati con un fungo entomopatogeno letale per P. japonica, con lo scopo di diffonderlo all’interno della popolazione e di rallentarne la crescita, mostrando dati preliminari promettenti.
Le attività di controllo e sperimentazione proseguiranno anche per l’anno 2026, secondo le linee guida predisposte dalla Regione.
Chi vedesse esemplari come quelli raffigurati nelle foto illustrative o in caso di dubbi, può rivolgersi ai nostri uffici telefonando al: 0523/571245 oppure scrivendo alla casella di posta fitosanpiacenza@regione.emilia-romagna.it.
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