L’organismo nocivo
Popillia japonica (o Japanese beetle) è un coleottero scarabeide originario del Giappone e presente in diversi altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, dove causa ingenti danni e un significativo ricorso a trattamenti insetticidi per il suo controllo.
A causa dell’elevato rischio fitosanitario, è stata inclusa nella lista degli organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione Europea (Allegato II, parte B) del Regolamento (UE) 2019/2072 ed inserita nella lista degli organismi da quarantena prioritari (Regolamento (UE) 2019/1702).
È stata trovata per la prima volta in Italia nel Parco Naturale della Valle del Ticino nel 2014, ed in seguito alle catture di esemplari nel territorio emiliano, dal 2021 il focolaio interessa anche la Regione Emilia-Romagna.
Per maggiori informazioni riguardo alle attività sul territorio visitare la pagina dedicata a Popillia Japonica nella sezione “Monitoraggi” .
Questo coleottero compie alle nostre latitudini una sola generazione all’anno. Gli adulti, verdi brillanti con le elitre color bronzo, riconoscibili grazie a 12 ciuffi di peli bianchi che circondano la parte terminale dell’addome e delle elitre, emergono dal terreno a partire dal mese di giugno e si spostano sulle piante ospiti per l’alimentazione e l’accoppiamento, preferendo le esposizioni soleggiate ed adottando un comportamento gregario. I maschi compaiono alcuni giorni prima delle femmine e l’epoca di volo va da giugno a settembre, con la maggior presenza a metà luglio.
La deposizione delle uova avviene sotto il cotico erboso, in genere in prati umidi di graminacee (prediligono infatti prati stabili e ben irrigati) all’interno di gallerie profonde 5-10 cm.
Le larve, color crema e dalla forma a “C”, possono raggiungere dimensioni fino a 32 mm a maturità e si spostano orizzontalmente e verticalmente nel terreno; con il calare delle temperature o nella stagione più secca tendono a posizionarsi più in profondità dove l’umidità è maggiore. Nei mesi invernali la popolazione, composta in prevalenza da larve di III età, staziona nel terreno ad una profondità variabile tra i 10 e i 25 cm.
In primavera si spostano nuovamente negli strati più superficiali del terreno dove riprendono l’attività trofica a carico delle radici delle piante. In tarda primavera, completato lo sviluppo, le larve di III età si impupano all’interno di celle terrose.


Specie ospiti e danni
Gli adulti di Popillia japonica sono altamente polifagi, si nutrono infatti di fiori, frutti e foglie di diverse piante ospiti di interesse agrario (es. vite, susino, pesco, nocciolo) ma anche ornamentali (es. rosa, tiglio, ibisco) e selvatiche (es. ortica, convolvolo).

Le larve, attraverso la loro attività trofica, provocano invece disseccamenti della vegetazione prevalentemente in prati stabili e campi di graminacee ben irrigati.

Area delimitata
L’area delimitata regionale è stata aggiornata con Determinazione n. 3785 del 24/02/2025 del Settore Fitosanitario e difesa delle produzioni della Regione Emilia-Romagna, che ha adottato le nuove disposizioni attuative di intervento per gli anni 2025 e successivi per la gestione di Popillia Japonica Newman.
Parte del territorio di Piacenza ricade all’interno dell’area delimitata, alcuni comuni si trovano nella zona infestata ed altri nella zona cuscinetto, come rappresentato nella figura 4 della sopracitata determinazione.

Le attività di controllo e monitoraggio sono state condotte dal personale del Consorzio Fitosanitario Provinciale di Piacenza secondo le linee guida predisposte dalla Regione (clicca qui per approfondimenti).
Lotta
In ambito non professionale (privati), sfruttando il comportamento gregario degli adulti è possibile applicare metodi di contenimento semplici ma efficaci, ad esempio, facendo cadere gli adulti in un contenitore contenente acqua saponata nelle ore più fresche della giornata, quando l’insetto è meno mobile, oppure valutare trattamenti insetticidi con piretrine o altri prodotti autorizzati in commercio.
Al momento le popolazioni presenti sono limitate e non ci sono le condizioni per attuare misure specifiche. Le indicazioni per il futuro e per popolazioni significative (oltre la soglia economica) consistono in:
- Trattamenti insetticidi localizzati con prodotti autorizzati ad effetto abbattente (eventualmente sfruttando l’azione collaterale di insetticidi usati per altre avversità)
- Sistema di cattura massale con esche (sconsigliato per il rischio di attirare le popolazioni in aree indenni e per il rischio di aumentare i danni nelle zone limitrofe)
- Reti antinsetto
- Impiego di sostanze repellenti (es. Azadiractina)

Chi vedesse esemplari come quelli raffigurati nelle foto illustrative o in caso di dubbi, può rivolgersi ai nostri uffici telefonando al: 0523/571245 oppure scrivendo alla casella di posta fitosanpiacenza@regione.emilia-romagna.it.
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